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Esistono vari metodi pratici per stabilire la giusta altezza di sella.
 
Il metodo più veloce è quello ormai classico di mettersi in sella appoggiando i talloni sui pedali: pedalando indietro non si devono osservare ondeggiamenti laterali della gamba quando raggiunge la posizione perpendicolare al tubo piantone.

Il  metodo più preciso e attendibile  è comunque   la misurazione  del  cavallo  (precedentemente descritta) e la sua correlazione, attraverso dei coefficienti, all'altezza della sella.

Premesso che  l'altezza  della   sella deve essere misurata  dal  centro del  movimento centrale  alla sommità   della   sella,   facendo   scorrere   il  metro   parallelo   al   tubo   piantone,   riportiamo   i   due coefficienti proposti da Bernard Hinault e da Greg Lemond.

Il  bretone  Hinault  propone di moltiplicare la misura del  cavallo in centimetri  per  il coefficiente 0,885, si ottiene così (sempre in cm) l'altezza giusta. L'americano consiglia di moltiplicare per 0,883. La differenza, come si può vedere, è minima.

La differenza, come si può vedere, è minima.
Esiste  un ulteriore  metodo,  che  comprende  nella  misura   anche  la  lunghezza  della  pedivella   in posizione bassa, a continuare idealmente l'andamento del tubo piantone.
La misura del  cavallo viene moltiplicata per  1.08;   il   risultato così  ottenuto ci   fornirà  la misura dell'altezza di sella; partendo dall' asse del pedale (in posizione precedentemente descritta) fino ad arrivare alla sommità della sella stessa.Esistente anche un metodo derivato dall'esperienza da campo che consiste nel regolare l'altezza in modo   tale   che   la   gamba   sia   completamente   distesa   con   il  piede  parallelo   al   suolo,  mentre   la pedivella contro laterale si trova parallela la tubo piantone. Tutte queste tecniche hanno il difetto di fare riferimento ad un' azione statica, è importante vedere l'azione degli arti inferiori durante l'azione dinamica della pedalata. Per   questo   l'ottimo   sarebbe   la   ripresa   televisiva   laterale   e   posteriore,   in  modo   da   valutare oggettivamente se i migliori angoli di lavoro sono perseguiti. Questa tecnica è difficilmente utilizzabile per i manifesti problemi organizzativi: sarà, se possibile, sostituita dall'attenta analisi visiva di un tecnico specializzato.